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Fattura Elettronica e Data di Emissione

L’introduzione della fatturazione elettronica non ha, per quanto riguarda i termini di emissione, apportato sostanziali modifiche potendo le fatture essere ancora di due tipi: immediate e differite.

La novità, rispetto al passato, è data dalla interposizione del Sistema di Interscambio che certifica la data di emissione della fattura stessa. Ciò ha comportato la necessità di chiarire quale data indicare nella fattura elettronica per poter provare il rispetto dei termini di emissione stabiliti dalla legge.

Anzitutto va ricordato che il 30 giugno 2019 è scaduto il periodo transitorio in cui la fattura immediata poteva essere emessa senza incorrere in sanzioni entro il temine di liquidazione dell’I.V.A.. Non solo ma è anche stato previsto che, per i trimestrali per le operazioni effettuate entro il 30 giugno e per i mensili per le operazioni effettuate entro il 30 settembre, le fatture possono ancora essere emesse entro il 18 novembre (il 16 novembre cade di sabato) 2019 con la riduzione dell’80 per cento delle sanzioni.

Dal primo luglio quindi le fatture devono essere emesse (ossia inviate al SdI) nel termine di 12 giorni successivi (termine così ampliato dal decreto “crescita”, convertito in legge n.58 del 28 giugno 2019) a quello di effettuazione dell’operazione. Al riguardo l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, ha espresso il proprio orientamento dichiarando che la data da indicare nella fattura deve essere quella dell’effettuazione dell’operazione e non la “data di emissione” prevista dalla lettera a) dell’art.21 del DPR 633/72. Tale interpretazione va oltre il dettato letterale della norma, in pratica basterà inserire la data di effettuazione dell’operazione in quanto la data di emissione sarà certificata del SdI. Pertanto, secondo l’interpretazione dell’Agenzia, la data delle fatture immediate sarà la data di effettuazione dell’operazione mentre per le fatture differite sarà la data dell’ultima operazione effettuata e che si intende fatturare.

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Adesione al nuovo servizio di consultazione delle fatture elettroniche

ADESIONE AL NUOVO SERVIZIO DI CONSULTAZIONE DELLE FATTURE ELETTRONICHE

 

A far data dal 3 settembre 2019 non sarà più possibile consultare o scaricare le fatture emesse e ricevute dal portale “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate senza la preventiva adesione da parte dell’utente al servizio di consultazione.

In base a quanto comunicato nel mese di dicembre scorso l’Agenzia delle Entrate, nel periodo transitorio che decorre dal 1° gennaio 2019 al 31 maggio 2019 (termine così prorogato), sta effettuando la temporanea memorizzazione delle fatture elettroniche in ossequio alle indicazioni ricevute dal Garante per la protezione dei dati personali, con le seguenti finalità:

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La fattura elettronica sostituisce la scheda carburanti

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Dal 1° gennaio 2019, per i possessori di partita Iva, non sarà più possibile documentare gli acquisti di carburanti per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione con la scheda carburanti ma sarà necessaria l’emissione della fattura elettronica. Occorre ricordare che già dal 1° luglio 2018, per detrarre l’Iva e dedurre il costo per l’acquisto di carburanti, è necessario che il pagamento avvenga con mezzi “tracciabili”. L’utilizzo della scheda carburanti è consentito fino al 31 dicembre 2018 ma come mera facoltà.

Detrazione dell’Iva

L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018 ha stabilito che dal 1° luglio 2018 la detrazione dell’imposta per l’acquisto di carburanti destinati a veicoli stradali a motore è possibile solo se l’operazione è provata dal pagamento con carte di credito, carte di debito o carte prepagate ovvero da altri mezzi di pagamento cosiddetti “tracciabili” quali assegni, bancari e postali, circolari e non, vaglia cambiari e postali, mezzi di pagamento elettronici dell’articolo 5 del Dlgs 7 marzo 2005, n. 82, come ad esempio l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale, il bollettino postale o gli «altri strumenti di pagamento elettronico disponibili», che consentono l’addebito in conto corrente (articolo 19-bis1, comma 1, lettera d, del Dpr 633/1972).Continua a leggere…